Category: Bonifica amianto

Bonifica amianto superbonus 110 e regime IVA, ecco alcuni chiarimenti

Recentemente l’agenzia delle entrate ha fornito alcuni chiarimenti sulla bonifica amianto relativa all’utilizzo del superbonus 110 e su quale regime IVA applicare per la rimozione e smaltimento amianto ed in questo articolo andremo ad esaminare quanto è stato detto.

Bonifica amianto e utilizzo del superbonus 110

Il quesito che è stato sottoposto all’agenzia delle entrate era se “La rimozione dell’amianto è incentivabile?”

Nella sua risposta (06/10/2021 n. 672) l’agenzia delle entrate ha chiarito che per quanto riguarda la rimozione dell’amianto, tali interventi ottengono il Superbonus 110 se si dimostra che sono strettamente collegati ai lavori incentivati.

La condizione principale per ottenere la detrazione è che l’intervento sia effettivamente realizzato e che un tecnico attesti la rispondenza ai requisiti richiesti, la congruità delle spese sostenute e il fatto che queste siano effettivamente strettamente collegate all’intervento agevolato.

Rimozione amianto, quale regime IVA applicare

Durante una ristrutturazione in un edificio a prevalente destinazione abitativa privata, si producono una serie di materiali da smaltire, talvolta contenenti amianto.

In questo caso, quale aliquota va applicata alle attività di bonifica e smaltimento dei materiali prodotti nei cantieri?

L’Agenzia delle Entrate ha risposto in data 27/08/2021 n. 11 e ha spiegato che l’Iva agevolata, in linea con il Decreto IVA, può essere applicata per le prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto relativi alla costruzione di case di abitazione e alla realizzazione degli interventi di recupero su fabbricati o porzioni di fabbricati.

Ora, per capire se l’IVA agevolata può essere estesa alle prestazioni di servizi riguardanti i lavori di bonifica amianto, occorre valutare se queste prestazioni possano qualificarsi come accessorie all’operazione principale di realizzazione degli interventi di recupero del patrimonio edilizio.
In questo caso possono risultare accessorie ad un’operazione principale se:

  • integrano, completano e rendono possibile quest’ultima;
  • sono rese direttamente dal medesimo soggetto dell’operazione principale (anche a mezzo di terzi, ma a suo conto e spese);
  • sono rese nei confronti del medesimo soggetto nei cui confronti viene resa l’operazione principale;

Questo significa che la prestazione accessoria deve formare un tutt’uno con l’operazione principale di recupero del patrimonio edilizio, mentre non è sufficiente che essa sia di una generica utilità come prestazione accessoria all’attività principale.

L’Agenzia ha aggiunto che gli interventi di bonifica in esame, possono qualificarsi come accessori all’operazione principale se eseguiti dal medesimo soggetto che effettua l’intervento di recupero edilizio.

Il nesso di accessorietà, non ricorre se le attività di bonifica e trasporto sono effettuate da un soggetto diverso rispetto a quello che ha realizzato gli interventi di recupero.
Sulla base di questi motivi, l’Agenzia delle Entrate ha concluso che l’aliquota al 10% va applicata se le prestazioni sono svolte dallo stesso soggetto che esegue i lavori, in caso contrario scatta l’IVA ordinaria al 22%.

Se desiderate a questo punto ulteriori informazioni per comprendere quali sono le normative vigenti in caso dobbiate effettuare la rimozione amianto su un edificio o come usufruire del superbonus 110, potete rivolgervi a noi di CIVER coperture S.C.

Potete telefonare al +39 045 9251178 o compilare il FORM che trovate a questa pagina per essere ricontattati.

           Civer Coperture S.C.

Mini guida al superbonus 110%

Da qualche mese il superbonus 110% è pienamente operativo.

Chi possono usufruirne? In quali contesti si può usare? Come usufruirne?

Il decreto rilancio

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (18 luglio 2020) del decreto rilancio e in particolare grazie all’articolo 119, sono stati definiti chiaramente gli interventi, le condizioni di accesso, i beneficiari e le condizioni per la cessione del credito relativi al superbonus 110%.

Vediamo quindi di riassumere quanto indicato fino ad ora.

Chi può beneficiare del superbonus 110% ?

I beneficiari sono:

  • condomìni;
  • persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni;
  • Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati;
  • cooperative di abitazione a proprietà indivisa, onlus, associazioni di volontariato e associazioni e società sportive dilettantistiche (ASD), solo per lavori sugli spogliatoi.

In quali contesti si applica?

La detrazione come indicato nel decreto rilancio si applica a:

  • prime case e seconde case in condominio le quali hanno diritto al superbonus del 110% per interventi antisismici e di riqualificazione energetica.
  • Inoltre anche le prime e seconde case unifamiliari hanno diritto al superbonus del 110% per interventi antisismici e di riqualificazione energetica.
  • la detrazione invece non si applica alle unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9 (abitazioni di tipo signorile, ville e castelli ovvero palazzi di eminenti pregi artistici o storici).

Come si può usufruire del BONUS?

Fondamentalmente esistono 3 modi per poter usufruire del superbonus 110%.

Una prima modalità consiste nell’utilizzo per sé del credito d’imposta e quindi, ad esempio, se il proprietario ha fatto lavori per 20mila euro disporrà di un credito di 22mila euro e potrà pagare per 5 anni 4.400 euro di tasse in meno;

Una seconda modalità è quella del trasferimento del credito o cessione alla DITTA che ha eseguito i lavori, che lo userà a sua volta per incassarlo subito trasferendolo a un’impresa più grande o a una banca, oppure lo terrà per sé per pagare meno tasse. 

Oppure il privato potrà trasferire il credito ad una BANCA.

L’opzione general contractor

L’enorme numero di adempimenti gravanti sui professionisti ma anche sui committenti (si pensi agli oltre 40 documenti da presentare alla banca per chi sceglie di cedere il credito) sono un deterrente potente.

Per questo stanno fiorendo i “general contractor” che si offrono di gestire tutto, dalla banca all’impresa, dalle certificazioni agli sconti in fattura.

Questa di fatto è un’altra possibilità per usufruire del superbonus 110%.

Ma tutto questo costa e chi vuole dormire sonni tranquilli deve mettere in conto un 20-30% dell’importo da spendere tra i mille rivoli di consulenze che serviranno a tutelarlo.

Si dovrà anche scegliere con cura tra offerte che non sempre provengono da strutture davvero attrezzate e competenti.

Cosa fare a questo punto?

A questo punto la prima cosa da fare è contattare un tecnico qualificato che, dopo un colloquio conoscitivo delle necessità e un sopralluogo, potrà consigliare la scelta migliore in relazione agli obiettivi del contribuente e, quindi, redigere un progetto che contenga costi certi e simulazioni economiche.

Poi si provvederà ad un’iniziale certificazione APE (attestato prestazione energetica) essenziale per certificare il miglioramento di due classi energetiche.

Quindi, grazie ai lavori di qualificazione energetica come l’installazione di un cappotto termico, la sostituzione delle caldaie, il rifacimento tetto (un modo anche per effettuare lo smaltimento amianto) … la vostra abitazione potrà effettuare un miglioramento di due classi energetiche essenziale per usufruire del superbonus 110%.

Ricordiamo che una corretta fase progettuale è fondamentale per evitare di incorrere in problematiche in fase esecutiva che possono minare la stessa fruizione della detrazione fiscale.

Proprio per questo, se desiderate ulteriori informazioni, noi di Civer SC, saremo pronti a guidarvi e ad aiutarvi a cogliere queste opportunità.

Potete contattarci direttamente, venendo nella nostra sede di San Giovanni Lupatoto o telefonando al nostro numero 045 9251178 oppure compilando il form che trovate QUI.

11 Novembre 2020 by creativart 0 Comments

Bonifica eternit tramite confinamento amianto

Il confinamento amianto è una delle varie metodologie per rendere inerti i manufatti in eternit.

Nonostante da molti anni si sia a conoscenza del pericolo costituito dall’amianto, ad oggi in Italia si stima che vi siano ancora 30 milioni di tonnellate di amianto da rimuovere e smaltire, ma i luoghi di stoccaggio sono in rapida diminuzione, da qui la necessità di trovare altre alternative allo smaltimento eternit.

Tra queste vi è sicuramente l’incapsulamento e il confinamento amianto.

Il materiale, l’eternit, rimane dov’è, ma subisce un trattamento che impedisce il rilascio nell’ambiente delle pericolose fibre.

In cosa consiste il confinamento amianto?

In pratica consiste nell’installazione di una barriera a tenuta che separi i materiali contenenti amianto dalle aree occupate dell’edificio.

Generalmente e per maggior sicurezza, i materiali contenenti amianto vengono anche incapsulati, altrimenti il rilascio delle fibre continuerebbe all’interno del confinamento.

Con la tecnica del confinamento si vanno ad installare delle barriere, un nuovo tetto e una sotto copertura, che appunto “confinano” il manufatto in amianto al loro interno, impedendo la diffusione del materiale cancerogeno.

Come agire?

Prima di procedere con la posa della nuova copertura e per maggior sicurezza, le lastre contenenti cemento-amianto devono essere trattate con l’incapsulamento preventivo.

In questo modo, si ottiene il duplice risultato di prevenire la dispersione delle fibre e si vanno a consolidare le lastre contenenti amianto rinforzando le parti più deboli.

Se la parte inferiore della copertura è a vista, si deve procedere all’incapsulamento anche della parte sottostante.

Eseguito l’incapsulamento si passa alla posa della nuova copertura, costituita generalmente da pannelli metallici.

L’utilizzo di pannelli metallici, ha infatti il vantaggio di non appesantire oltremodo il tetto esistente.
Per questo motivo il proprietario dello stabile deve fornire il calcolo delle portate dei sovraccarichi accidentali previsti per la nuova struttura.

A questo punto la posa viene eseguita come per una normale copertura metallica, quindi in fase di realizzazione si prevederanno le dilatazioni del metallo sottoposto ad irraggiamento solare con giunti di dilatazione e una particolare attenzione riguardo al fissaggio sulla copertura in cemento-amianto, oltre che alle precauzioni in fase di posa per evitare ristagni di acqua e garantire un corretto deflusso delle acque meteoriche.

La sovra copertura si esegue su superfici non particolarmente degradate e, se la portanza del tetto lo consente, si possono impiegare pannelli coibentati così da ottenere, oltre alla bonifica, anche un miglioramento energetico dell’edificio.

Quali sono i vantaggi?

I vantaggi dell’adottare la tecnica del confinamento amianto sono molteplici:

  1. Si ottiene la completa protezione degli ambienti dall’amianto
  2. Minor costo di realizzazione
  3. Non occorre un materiale sostitutivo
  4. Discreta resistenza agli urti
  5. Non si producono rifiuti pericolosi

In questo modo si ottiene un nuovo tetto evitando la rimozione della copertura contenente amianto e il conseguente smaltimento.

In questo caso si dovrà comunque mettere in atto un regolare programma di ispezione in modo da verificare regolarmente la tenuta stagna della nuova copertura.

Se desiderate saperne di più, o volete ulteriori informazioni su come realizzare il confinamento amianto a Verona e provincia, potete contattarci, venendo nella nostra sede di San Giovanni Lupatoto, telefonando al 045 9251178 oppure compilando questo form.

La bonifica eternit tramite incapsulamento amianto

Incapsulamento amianto un metodo efficace?

I manufatti in amianto o eternit continuano ad essere un notevole problema ambientale e di salute pubblica.

Come abbiamo spesso indicato l’amianto per molto tempo è stato normalmente utilizzato in edilizia.

Tetti, coperture agricole ed industriali, canne fumarie, per molto tempo sono stati costruiti con elementi in amianto.

Amianto e salute

Da diversi anni sappiamo come le fibre di amianto siano cancerogene.

L’amianto è un minerale naturale, composto da fasci di fibre, le quali col tempo si dividono longitudinalmente in fibre sempre più piccole e qui iniziano i problemi.

Queste fibre infatti sono invisibili all’occhio umano e possono essere facilmente inalate divenendo causa di diverse patologie, come il mesotelioma, causa di circa 6000 decessi all’anno nella sola Italia.

Come agire?

Per eliminare il rischio amianto, esistono diverse procedure, tra cui quella che andremo ora ad analizzare, la bonifica eternit tramite incapsulamento amianto.

Di cosa parliamo?

L’incapsulamento dell’amianto consiste nel trattamento dei materiali contenenti amianto con prodotti penetranti o ricoprenti che tendono ad inglobare le fibre di amianto e a costituire una pellicola di protezione sulla superficie esposta. 

La bonifica eternit tramite incapsulamento amianto

Si inizia con una prima operazione di pulizia della superficie su cui andranno applicate le resine, con la quale si andranno a rimuovere i residui vegetali, detriti di ogni genere e ogni elemento che potrebbe impedire l’adesione delle resine.

In seguito si deve applicare un prodotto impregnante su tutta la superficie.

Poi, ad asciugatura avvenuta del prodotto applicato, si procederà con l’applicazione di due mani di prodotto incapsulante caratterizzato da due colori diversi, per ciascuna mano di trattamento, così che a vista d’occhio, si possa rilevare l’effettiva copertura della superficie in eternit in modo che non risultino aeree esposte.

Quanto dura?

Questo tipo di intervento ha una durata di circa 20 anni.

Chiaramente dopo aver eseguito l’intervento di incapsulamento è bene predisporre un piano di manutenzione dell’opera, consistente in controlli delle superfici tra una stagione e l’altra, al fine di verificarne l’integrità e poter intervenire con piccoli ritocchi in caso si presentino aeree con amianto esposto.

Se desiderate saperne di più, o volete ulteriori informazioni su come effettuare la bonifica amianto a Verona e provincia, potete contattarci, venendo nella nostra sede di San Giovanni Lupatoto, telefonando al 045 9251178 oppure compilando questo form.

Incapsulamento amianto

Per la bonifica amianto, smaltimento eternit Verona e provincia affidatevi all’esperienza di Civer SC, da oltre 40 anni costruiamo solide strutture.

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13 Febbraio 2020 by creativart 0 Comments

Bonifica amianto Verona

Qual è la situazione nella nostra città per quanto riguarda la bonifica amianto Verona?

Qualche mese fa il caso di una donna morta come conseguenza dell’esposizione all’amianto ha riportato alla luce una situazione non risolta.

Ad oggi infatti un gran numero di edifici a Verona e provincia rivelano una notevole presenza di eternit al loro interno.

Bonifica amianto Verona

Molti edifici costruiti dopo la guerra, tra la metà degli anni ’50 e gli anni ’80, mantengono al loro interno elementi in amianto eternit, specialmente nelle canne fumarie e nelle colonne di scarico.

Per non parlare delle coperture dei capannoni industriali, le coperture agricole, dei box auto …

L’eternit è stato quindi largamente usato nell’edilizia fino al 1992 quando ne venne vietata la produzione.

Come effettuare la rimozione amianto a Verona

Vista la vasta presenza di questo materiale cancerogeno anche a Verona e provincia, diviene essenziale provvedere alla bonifica amianto Verona.

Come fare?

Chiaramente la procedura di rimozione e smaltimento dell’amianto deve essere svolta unicamente da ditte specializzate.

Generalmente si procede con un sopralluogo per verificare la presenza di amianto.

Poi si preparare e si invia la documentazione per le autorizzazioni necessarie all’Asl, almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori.

Una volta ottenute le autorizzazioni si procede con l’incapsulamento del materiale coprendolo con prodotti penetranti o ricoprenti.

Segue la bonifica delle superfici circostanti, sulle quali il prodotto in amianto poggiava.

A questo punto, rimosso l’amianto si provvede al corretto smaltimento amianto.

Chiaramente questi passaggi devono essere eseguiti nel massimo rispetto della sicurezza, dal momento che il materiale, se danneggiato o spostato, può rilasciare polveri.

Civer SC bonifica amianto Verona

Noi ci Civer SC dal 1978 operiamo in tutto il nord-est Italia nel settore della costruzione e ristrutturazione di tetti e coperture, sia in ambito civile che industriale e ci siamo specializzati nella bonifica amianto  Verona e provincia.

Rimozione amianto Verona, smaltimento Eternit e Amianto Verona come coperture e canne fumarie in eternit, bonifica di ambienti contaminati da amianto e eternit, ricopertura tetti, noi di Civer SC possiamo fare tutto questo grazie alla nostra esperienza e nel nostro portfolio potete vedere in pratica quello che possiamo fare per voi.

Se desiderate comunque ulteriori informazioni, o scoprire quello che noi di CIVER S.C. possiamo fare per voi, venite nella nostra sede di San Giovanni Lupatoto, oppure telefonate al +39 045 9251178

          Civer S.C.

25 Settembre 2019 by creativart 0 Comments

Smaltimento amianto, ma cosa accade dopo?

Smaltimento amianto

Sembrano due parole che racchiudono in sé un intero processo, che va dalla rimozione di questo materiale, generalmente eternit, passando da una discarica appositamente creata, fino a …

Ne siamo proprio sicuri?

Smaltimento amianto, sembra facile!

Oggi lo smaltimento amianto è sottoposto ad una regolamentazione stringente atta a creare un iter virtuoso tale da permettere una sicura rimozione del materiale fino ad uno stoccaggio in luoghi idonei.

Ma esattamente dove va a finire l’amianto una volta che è stato rimosso dalle coperture?

In discarica ovviamente, starete pensando!

Ma è realmente così?

Diciamo più o meno, questo perché in Italia vi sono solo una ventina di discariche attrezzate per un corretto smaltimento di questo materiale.

Attualmente quindi le discariche in grado di accogliere R.C.A. (Rifiuti Contenenti Amianto), non sono sufficienti a gestire la mole di questi materiali che vengono rimossi ogni anno in Italia

Caratteristiche delle discariche

Infatti, per poter accogliere dovutamente l’amianto, le discariche devono soddisfare una serie di criteri, come:

  • il deposito deve avvenire direttamente all’interno della discarica in celle appositamente ed esclusivamente dedicate.
  • deve essere effettuato in modo tale da evitare la frantumazione dei materiali.
  • deve essere evitata la dispersione di fibre.
  • la zona di deposito deve essere coperta con materiale appropriato sia quotidianamente che prima di ogni operazione di compattazione e, se i rifiuti non sono imballati, deve essere regolarmente irrigata.
  • nella discarica o nell’area non devono essere svolte attività, quali le perforazioni, che possono provocare una dispersione di fibre.
  • deve essere predisposta e conservata una mappa indicante la collocazione dei RCA all’interno della discarica o dell’area.
  • nella destinazione d’uso dell’area dopo la chiusura devono essere prese misure adatte a impedire il contatto tra rifiuti e persone.
  • nella copertura finale dovrà essere operato il recupero a verde dell’area di discarica, che non dovrà essere interessata da opere di escavazione ancorché superficiale.

Chiaramente tutte queste norme sono fondamentali per un adeguato smaltimento amianto.

Quindi, dove viene smaltito l’amianto?

In poche parole, l’amianto che non viene smaltito in Italia, viene trasportato in Germania, dove viene trattato e smaltito, con ovvio aumento dei costi.

Per non parlare dei pericoli dovuti al trasporto attraverso il territorio di questo pericoloso materiale e ai costi.

Questo perché le aziende che effettuano il trasporto di R.C.A., sono soggette al SISTRI, il sistema creato per tracciare il movimento di tutti i rifiuti pericolosi, il che comunque comporta costi aggiuntivi.

Come viene smaltito?

Questa è la domanda finale.

Diciamo che una volta rimosso, ad esempio dal nostro tetto, l’amianto viene trasportato in una discarica attrezzata.

Se questa si trova all’estero, il materiale viene trattato con un procedimento chiamato vetrificazione.

Questo procedimento consiste principalmente nel trattamento dell’amianto a temperature maggiori di 900°c, con la tecnologia delle torce al plasma.

Quindi il materiale ottenuto viene poi riciclato come materiale inerte.

In conclusione

Il tema dello smaltimento amianto è sempre più attuale

Grazie al decreto FER 1 è incentivata la rimozione e lo smaltimento dell’amianto.

Noi di Civer S.C. nel tempo ci siamo specializzati nella bonifica amianto Verona.

Potete contattarci di persona, venendo nella nostra sede di San Giovanni Lupatoto, telefonando oppure compilando questo form.

Il Team di Civer S.C.

Perché smaltire l’amianto? Ecco alcuni motivi

Perché smaltire l’amianto? La domanda apparentemente semplice nasconde una serie di altre domande che meritano una risposta più approfondita per farci comprendere la piena portata del problema.

Problemi legati all’amianto

Generalmente quando pensiamo all’amianto, lo associamo ai problemi che crea alla nostra salute e da qui la necessità di rimuoverlo dalle nostre abitazioni o altri edifici.

E già questo dovrebbe essere più che sufficiente per farci capire perché smaltire l’amianto.

Di fatto però, l’amianto si è dimostrato nel corso del tempo un problema sempre maggiore non solo per la salute umana, ma anche per la salute animale e dell’ecosistema che ci circonda

Amianto e salute

Per quanto riguarda la salute umana, uno dei problemi maggiori legato all’amianto è dovuto alla latenza che intercorre dal momento in cui si è venuti in contatto con l’amianto fino al momento in cui si manifesta effettivamente la malattia, il mesotelioma, un tempo notevole, in alcuni casi la malattia si manifesta ben 50 anni dopo l’esposizione all’amianto, ed è inoltre una malattia che sta reclamando un notevole numero di vittime ogni anno, al momento circa 6000 vittime, questo solo in Italia, ed è un dato in continuo aumento.

A questo freddo dato, aggiungiamo la difficoltà di prevenire la malattia, infatti a meno che non vi sia stata un’esposizione diretta all’amianto non è sempre facile prevenire l’insorgenza di questa patologia.

Ma è un problema che colpisce solo le persone?

È un problema solo per l’uomo?

No! L’amianto è un problema di salute anche per gli animali.

Negli anni ci si è concentrati principalmente sugli animali domestici ed è stata dimostrata la correlazione tra l’esposizione all’amianto e l’insorgere di malattie correlate all’amianto come l’asbestosi.

La differenza tra l’uomo e gli animali sta nel tempo di latenza, pochi anni per gli animali contro le decine di anni per l’uomo.

E se animali domestici, venuti in contatto con polveri d’amianto presenti nell’ambiente, nell’acqua o semplicemente depositate sui vestiti dei loro padroni, hanno sviluppato questa patologia, è logico aspettarsi che anche animali d’allevamento e selvatici possano sviluppare malattie collegate all’amianto.

Ora, se esseri umani e animali sono colpiti da malattie a causa dell’amianto, che dire dell’ambiente?

L’amianto presente nell’ambiente provoca danni e una qualche forma di inquinamento?

Amianto e mondo vegetale

Studi scientifici effettuati presso stagni e corsi d’acqua situati nei pressi di installazioni industriali dove veniva lavorato il minerale o vicine a miniere dove veniva estratto l’amianto, hanno mostrato come una particolare alga la Lemna gibba, comunemente nota come “lenticchia d’acqua”, sia, per così dire, un esempio dei possibili danni arrecati al mondo vegetale dall’esposizione a questo minerale.

I ricercatori hanno infatti scoperti che le sottili fibre minerali cadute nell’acqua, siano in grado di incunearsi all’interno delle cellule, provocando uno stress ossidativo che si ripercuote sulla formazione delle strutture intracellulari, compromettendo la regolare funzionalità di tutta la pianta.

Perché smaltire l’amianto?

Quindi visti i danni al mondo animale e vegetale e a tutto l’ambiente la domanda sul perché smaltire l’amianto trova una facile risposta.

Viviamo in un mondo il cui equilibrio è stato particolarmente compromesso dal nostro progresso.

Abbiamo compreso perché smaltire l’amianto per questo, quello che possiamo fare a livello personale è agire per proteggere la nostra salute, quella dei nostri cari e di tutto l’ambiente che ci circonda smaltendo l’amianto in modo appropriato.

Se desideri avere altre informazioni sul perché smaltire l’amianto e come farlo in modo corretto, puoi rivolgerti a noi di Civer S.C., da anni impegnato nello smaltimento amianto a Verona e provincia, contattandoci di persona, venendo nella nostra sede di San Giovanni Lupatoto, oppure telefonando.

            Il Team di Civer S.C.

18 Settembre 2018 by creativart 0 Comments

Nuovo decreto FER, quali le novità

Come anticipato nel nostro articolo del mese scorso, con il nuovo decreto FER torna il bonus amianto.

Nuovo decreto FER quali le novità

Il nuovo decreto rinnovabili per il triennio 2018-2020, conferma l’impianto originale messo a punto dal precedente governo, quindi rinnovando tutti gli incentivi dedicati all’energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili ed include un nuovo bonus amianto.

Di fatto potranno accedere a questi incentivi gli impianti:

  • di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivati, di potenza inferiore ad 1 MW;
  • oggetto di un intervento di potenziamento, qualora la differenza tra il valore della potenza dopo l’intervento e quello della potenza prima dell’intervento sia inferiore ad 1 MW;
  • oppure, oggetto di rifacimento di potenza inferiore ad 1 MW.

Come accedere agli incentivi

Il GSE pubblicherà i bandi relativi alle procedure di asta e registro riguardanti il Nuovo decreto FER, rispettando una serie di scadenze.

I bandi dovrebbero essere 7 e il primo sarà pubblicato il 31 gennaio 2019.

In base al Nuovo decreto FER seguiranno altri sei bandi, nei mesi di maggio, settembre del 2019, nei mesi gennaio, maggio ed agosto del 2020 e, per ultimo, nel mese di gennaio 2021.

I bandi per l’iscrizione al registro, così come disposto all’articolo 8 del Nuovo decreto FER, saranno organizzati in quattro gruppi:

  1. il primo (gruppo A) dedicato a eolico e fotovoltaico;
  2. il secondo (gruppo A-2) dedicato a fotovoltaico i cui moduli fotovoltaici sono installati in sostituzione di coperture di edifici su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto;
  3. il terzo (Gruppo B) a impianti idroelettrici, geotermoelettrici, impianti a gas residuati dei processi di depurazione ed impianti alimentati da gas di discarica;
  4. il quarto (Gruppo C) rivolto a impianti eolici, idroelettrici e geotermoelettrici oggetto di rifacimento totale o parziale.

Per poter partecipare alle aste ai registri, si dovrà trattare di impianti fotovoltaici di nuova costruzione.

Inoltre, occorrerà rispettare le disposizioni circa il divieto di accesso agli incentivi statali per impianti ubicati in area agricola.

Infine, sarà necessario possedere il titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio e il preventivo di connessione accettato in definitiva.

In conclusione

Si tratta quindi di un’ulteriore occasione per smaltire correttamente le molte coperture in amianto ancora presenti in Italia.

Grazie al Nuovo decreto FER, viene rinnovato il bonus amianto.

Noi di Civer S.C. specializzati nel rifacimento e smaltimento delle superfici in amianto, saremo felici di potervi dare ulteriori informazioni su come usufruire al meglio i benefici degli incentivi fiscali.

Potete contattarci di persona, venendo nella nostra sede di San Giovanni Lupatoto, telefonando oppure compilando questo form.

Nel frattempo ti inviamo i nostri più cari saluti

Il Team di Civer S.C.

Decreto rinnovabili torna bonus amianto

Con il decreto rinnovabili, o decreto Fer 1, quello che dovrebbe incentivare le varie forme di rinnovabili come eolico, fotovoltaico in primis fino al 2020, tornerà anche il BONUS AMIANTO.

Lo sviluppo vi è stato nei giorni scorsi quando alla consegna al ministro dell’ambiente, delle oltre 55.000 firme raccolte per la petizione #BastaAmianto, è stata confermata la reintroduzione del bonus amianto.

Decreto rinnovabili e bonus amianto

Le prime indiscrezioni indicano che il bonus amianto sarà elargito a chi sostituisce con un impianto fotovoltaico le coperture fatte con questo materiale cancerogeno.

Tra il 2010 e il 2012 il bonus amianto, cioè l’incentivo extra per gli impianti FV in conto energia che sostituivano coperture in asbesto, ha permesso di bonificare 20.000.000 mq di coperture, realizzando impianti fotovoltaici per circa 2GW, in grado in grado di generare elettricità solare per un milione di famiglie ogni anno.

Come sappiamo, l’amianto, molto diffuso in ambito edile nei decenni passati, causa ogni anno migliaia di casi di tumore, principalmente per mesotelioma maligno, ma anche per altre numerose forme di cancro.

Da qui la necessità di affrontare in maniera definitiva il problema, rendendosi però conto che i costi di smaltimento scoraggiano molti dall’affrontare il problema.

La proposta contenuta nel prossimo decreto rinnovabili sarebbe proprio quella di sostituire tetti in amianto con pannelli fotovoltaici.

“Decreto Rinnovabili … sostituire tetti in amianto con pannelli fotovoltaici”

Questo permetterebbe di raggiungere un duplice obbiettivo:

  1. Ridurre la contaminazione da amianto
  2. Sviluppare una coscienza e una sensibilità verso le energie rinnovabili.

Urgenza

Secondo alcuni studi, ad oggi in Italia vi sono ancora tra 1 e 2,5 miliardi di mq di coperture in fibrocemento amianto, su capannoni, strutture, edifici pubblici e privati.

Da qui la necessità di intervenire con urgenza!

Grazie al decreto Fer 1, si punta anche ad affrontare il tema dello smaltimento, visto che come nazione, abbiamo un enorme deficit su questo argomento, non avendo sviluppato un’adeguata filiera per lo smaltimento.

Resta da vedere come si svilupperà nelle prossime settimane la proposta, comunque le garanzie e la volontà sembrano esserci.

Noi di Civer S.C. specializzati nel rifacimento e smaltimento delle superfici in amianto, saremo felici di potervi dare ulteriori informazioni su come usufruire al meglio i benefici degli incentivi fiscali.

Potete contattarci di persona, venendo nella nostra sede di San Giovanni Lupatoto, telefonando oppure compilando questo form.

Nel frattempo ti inviamo i nostri più cari saluti

Il Team di Civer S.C.

Bonifica amianto e salute, lo stato delle cose

Bonifica amianto e salute.

Oggi quando parliamo di amianto e del suo smaltimento lo associamo subito alla salute, nostra e di chi è a contatto con questo materiale.

Ma non è sempre stato così!

Amianto una storia di alti e bassi

Contrariamente a ciò che pensano alcuni, l’amianto non è solo un altro fallimento della tecnologia moderna, un’altra invenzione sfuggita al controllo del suo ideatore.

L’amianto è un minerale che si estrae dalla terra.

Più esattamente, l’amianto forma una classe di minerali: ce ne sono sei tipi, ognuno con caratteristiche diverse.

Ma sono tutti a struttura fibrosa, e tutti estremamente resistenti al calore.

Lo si usa da migliaia di anni, anche se per molto tempo fu poco più che un oggetto di curiosità, proprio grazie alle sue qualità ignifughe.

Si racconta infatti che nel Medioevo l’imperatore Carlo Magno convinse alcuni barbari suoi ospiti di essere dotato di poteri soprannaturali gettando nel fuoco una tovaglia di amianto e tirandola fuori senza alcuna bruciatura.

Le cose cambiarono con l’avvento dell’era industriale, quando ci si accorse delle sue qualità, non solo ignifughe ma anche per la sua resistenza alla corrosione e come isolante e da qui l’uso in svariati prodotti, alla fine se ne contarono circa 3000.

Bonifica amianto e salute  

Con l’uso massiccio dell’amianto ci si accorse anche che qualcosa non andava.

Anche in questo caso non era una novità!

Già nel 1 secolo, lo storico romano Plinio aveva notato che gli schiavi che lavoravano nelle cave di amianto sembrava avessero problemi respiratori.

Oggi sappiamo che l’amianto e i suoi lavorati come l’eternit, causano malattie mortali come l’Asbestosi, tumore polmonare, mesotelioma …

Quindi la bonifica amianto e salute è un binomio imprescindibile.

Un’adeguata bonifica e smaltimento dell’amianto presente nei nostri edifici è una garanzia per la nostra salute.

Situazione smaltimento amianto in Veneto

La mappatura dell’amianto in Veneto è attualmente sottostimata.

Basti pensare che sono solo 365 gli edifici pubblici registrati e 951 le scuole censite, e di queste ultime solo in 37 è stata confermata la presenza di amianto.

A conferma di quanto l’amianto sia pericoloso sono i dati relativi all’incidenza del mesotelioma, circa 100 casi ogni anno, in aumento rispetto alla media degli 80 casi l’anno registrati dal 1987 al 2005. Potete vedere altri dati a questo LINK

Cosa fare?

La risposta è presto data!

I nostri edifici DEVONO essere bonificati dall’amianto.

Per questo dobbiamo affidarci a ditte esperte del settore, che abbiamo le competenze e le capacità per eseguire questa operazione nel rispetto della salute e delle norme vigenti.

Come dicevamo prima, la bonifica amianto e salute è un binomio imprescindibile e irrinunciabile.

Noi di Civer S.C. saremo felici di potervi dare ulteriori informazioni, non solo spiegandovi quelli che sono i rischi connessi al mancato smaltimento dell’amianto, ma anche su come usufruire al meglio i benefici degli incentivi fiscali.

Potete contattarci di persona, venendo nella nostra sede di San Giovanni Lupatoto, telefonando oppure compilando questo form.

Nel frattempo ti inviamo i nostri più cari saluti

Il Team di Civer S.C.